Sono infezioni che si possono contrarre attraverso rapporti sessuali. Finora ne sono state identificate più di venti, causate da batteri, funghi, parassiti o virus. Si differenziano tra loro per:

• CONTAGIOSITÀ: più o meno facile trasmissione;

• SINTOMATOLOGIA: disturbi e segni clinici caratteristici;

• DECORSO: tempi e modalità di sviluppo della malattia e gravità della stessa;

• PREVENZIONE E CURA: comportamenti che  possono evitare il contagio e terapie specifiche.


HIV, AIDS

È una sindrome (cioè un insieme di sintomi e segni clinici) causata dal virus HIV (Human Immunodeficiency Virus), di cui l’AIDS costituisce la fase terminale. Il virus per riprodursi attacca i linfociti T CD4, replicandosi e facendoli diminuire. Questo causa danni progressivi al sistema immunitario, con una notevole riduzione delle difese del soggetto, contro le infezioni (che si manifestano in modo sempre più frequente e grave) e contro alcuni tumori (sarcoma di Kaposi o linfomi cerebrali).

Una diagnosi di sieroposività non significa essere ammalati di AIDS e attraverso le cure si resta in una situazione di cronicità. Il sistema immunitario riprende la sua funzione, la carica virale viene abbattuta e con essa il rischio di trasmissione.

CONTAGIO

Il virus può trasmettersi da persona che abbia un infezione da HIV che da persona con AIDS conclamata attraverso il sangue (anche mestruale), lo sperma, le secrezioni genitali femminili, scambio di siringhe, taglienti/ strumenti infetti, da madre a figlio durante la gravidanza, il parto o l’allattamento. Circa l’80% delle infezioni sono trasmesse sessualmente. Il
virus non si trasmette attraversi baci (anche profondi almeno che non ci siano grosse lesioni nel cavo orale), abbracci, strette di mano, colpi di tosse, contatti sociali, vestiti, saliva, urine, lacrime, punture di insetti. Attraverso il solo liquido pre-spermale non sono state dimostrate trasmissioni.

vie D’inGreSSo

La principale via d’ingresso, come per la maggior parte delle IST (infezioni sessualmente trasmesse), è rappresentata dalle mucose, sopratutto se lacerate. Quindi mucosa ano-rettale, vaginale esterna ed interna, prepuzio, glande, uretra bocca e gola. Anche ferite aperte della pelle o gli occhi rappresentano una via d’ingresso. La presenza di altre IST può’ facilitare la trasmissione ad esempio attraverso ulcere, come nel caso della sifilide o dell’herpes genitale. Inoltre la carica virale gioca un ruolo importante, sangue e sperma, hanno concentrazioni maggiori.

SINTOMI

L’infezione da HIV può manifestarsi in modo diverso da soggetto a soggetto; si distinguono tre stadi principali nell’evoluzione dell’infezione/malattia.

infezione primaria acuta (da 3giorni a 3 settimane dal contagio): può decorrere a volte in forma del tutto asintomatica ma in oltre la metà dei casi, dopo 3-6 settimane dal contagio, compaiono sintomi simili a quelle di altre malattie virali: febbre, faringite, ingrossamento dei linfonodi, eruzioni sulla pelle, mal di testa e alle ossa. Il test risulta positivo dopo 2-6 settimane, massimo 3 mesi dal contagio (periodo finestra), in cui si ha una carica virale molto alta e infettante, se non trattata.

Fase asintomatica (stato di latenza): è lo stadio precoce della malattia vera e propria e inizia generalemente dopo 6-12 settimane dal contagio. Può anche non manifestarsi alcun sintomo di rilievo ma solo la positività all’HIV.

Fase Sintomatica (AIDS CONCLAMATA): se non si ha accesso alla terapia antivirale le persone con un infezione da HIV possono manifestare la malattia AIDS. Questa fase si manifesta con disturbi che diventano sempre più gravi man mano che la malattia evolve: febbre, diarrea, mancanza di appetito, perdita eccessiva di peso, alterazione del sistema nervoso, infezioni associate.

Se L’aLTro è Hiv++(e Tu Hiv-)?

Fare sesso con una persona che ha un infezione da HIV non vuol dire necessariamente prendere il virus. Usando il preservativo e lubrificante correttamente il rischio è praticamente pari allo zero. Se il preservativo si rompe, ma sussistono i seguenti requisiti, il rischio è comunque quasi-nullo:

• La carica virale nel sangue del partner HIV+è al di sotto del limite di rilevabilità da almeno sei mesi;

• I farmaci antiretrovirali sono assunti con regolarità (ossia piena aderenza alla terapia);

• I due partner non presentano lesioni alle mucose causate da un’altra infezione a trasmissione sessuale o da traumatismi.

Se invece il proprio partner ha carica virale rilevabile, e si rompe il preservativo, si può comunque sempre chiedere l’accesso alla PEP (Profilassi Post Esposizione). Si tratta di un trattamento terapeutico di un mese, costituito da farmaci antiretrovirali, che va cominciato entro le 72 ore massimo, dal momento dell’esposizione al virus, meglio se entro 4 ore (prima si comincia meglio è, insomma!). In caso di rapporto sessuale non protetto o esposizione accidentale, soprattutto con persona che ha un’infezione da HIV con carica virale rilevabile (o con persona di cui non si conosce lo status sierologico), l’accesso è assolutamente raccomandato!


MICOSI

Funghi, Lieviti, Candida

È una delle IST più frequenti, soprattutto tra i giovani, causata da funghi (meglio definiti lieviti) del genere Candida che sono anche normalmente presenti in varie mucose dell’organismo (vagina, bocca, apparato digerente). In condizioni particolari la Candida si può sviluppare in modo anomalo e provocare infezioni.

CONTAGIO

Nelle donne avviene per via sessuale oppure attraverso la biancheria intima infetta, water non puliti, etc. Nell’uomo avviene esclusivamente per via sessuale.

SINTOMI

Nelle donne consistono in perdite biancastre dense, prurito e bruciore vulvo-vaginale, dolore durante i rapporti e alla minzione. L’infezione maschile spesso non dà disturbi oppure si manifesta con irritazione e prurito a livello del glande.


CHLAMYDIA

L’infezione è causata da batteri del genere Chlamydia Trachomatis. I portatori sani, senza segni e sintomi, sono molto numerosi sia tra le femmine che tra i maschi.

CONTAGIO

Avviene attraverso rapporti sessuali pervia vaginale, orale o anale. Nella donna, il batterio si sviluppa più comunemente nella cervice (il collo dell’utero) e successivamente può diffondersi alle tube di Falloppio e alle ovaie; può infettare anche l’uretra e le ghiandole del Bartolini. Nell’uomo può infiammare l’uretra e l’epididimo, il “magazzino” degli spermatozoi.

SINTOMI

Si manifestano entro 1-3 settimane dal contagio. Nella donna rapporti infetti pervia vaginale possono provocare perdite biancastre o giallastre piuttosto abbondanti, sensazione di bruciore nell’urinare, dolore durante i rapporti sessuali; i rapporti per via anale possono dar luogo a perdite o sanguinamenti dal retto. Inoltre può causare infiammazione pelvica e problemi di fertilità. Nell’uomo frequentemente non dà sintomi per questo è anche più pericolosa; i disturbi più frequenti sono prurito a livello dell’uretra, leggero bruciore nell’urinare, perdite chiare sulla punta del glande. Meglio la diagnosi e trattamento tempestivi.


HERPES GENITALE

È un’infezione in crescente aumento, causata dal virus Herpes Simplex di tipo 2; persone che soffrono della forma labiale (causata dal Herpes Simplexdi tipo 1), possono trasmettere l’infezione (quando in atto) all’area genitale durante i rapporti oro-genitali.

CONTAGIO

avviene prevalentemente attraverso rapporti sessuali con persone infette; le recidive non sono necessariamente correlate all’attività sessuale.

SINTOMI

Dopo un periodo di incubazione di 3-6 giorni provoca la formazione di vescicole ripiene di liquido, localizzate nell’area vulvo-vaginale, sul pene, intorno all’ano, sulle natiche e le cosce; la rottura di queste vesciche lascia piccole ulcere, molto dolorose, e successivamente delle croste che guariscono in 2-4 settimane. Il liquido contenuto nelle vescicole è molto infettante, quindi ci si deve astenere dai rapporti sia nelle fasi acute, che recidivanti e comunque una piccola possibilità di trasmissione esiste sempre. Dopo l’infezione primaria, il virus si annida localmente in alcune cellule nervose dove può vivere per settimane, mesi e anche anni provocando recidive (infezioni ricorrenti), in genere più brevi e meno gravi della prima infezione, favorite da stress psico-fisico, esposizione al sole, traumi, febbre, immunodepressione.


SIFILIDE

I casi di sifilide, infezione causata da un batterio (Treponema Pallidum), negli ultimi anni sono in preoccupante aumento.

CONTAGIO

Si trasmette soprattutto per contagio diretto sessuale; i batteri si moltiplicano nel punto di ingresso, entrano nel sangue e invadono gli altri organi, causando malattie anche molto gravi. La trasmissione avviene molto raramente attraverso oggetti contaminat, in quanto il batterio difficilmente resiste fuori dall’organismo umano. Il periodo di incubazione oscilla tra i 10 giorni e i 3 mesi, mediamente tre settimane.

SINTOMI

per quanto riguarda i sintomi, l’infezione può essere:

Primaria: nella zona di contagio, compare una piccola ulcera, tondeggiante, dura, non dolorosa, questa sparisce dopo alcune settimane o mesi; ci può’ essere ingrossamento linfonodale; se non riconosciuta e curata può evolversi in secondo stadio.

Secondaria: si manifesta 3-8 e anche più settimane dopo la prima infezione ed è caratterizzata dalla comparsa in molte parti del corpo di eruzioni cutanee rosate e placche di colore bruno-violaceo; frequentemente c’è la febbre, nausea, riduzione del peso corporeo, ingrossamento dei linfonodi.

Terziaria: passate le prime due fasi, l’infezione evolve per molto tempo, anche oltre 10 anni, in modo silente, fino alla formazione di zone di indurimento, costituite da tessuto necrotico e cicatriziale, che possono formarsi in vari organi vitali, provocando complicazioni irreversibili: difficoltà di coordinamento dei movimenti, paralisi, graduale cecità, demenza, malattie cardiache e ossee.


CONDILOMI

I condilomi sono un’infezione virale molto comune, appartenente alla famiglie delle verruche veneree. Sono causati da alcuni tipi del Papilloma Virus (HPV). Alcune tipologie di questo stesso virus possono, nel tempo, rendersi responsabili del cancro al collo dell’utero, dell’anno o alla gola.

CONTAGIO

L’infezione si trasmette tramite il contatto tra una superficie (pelle o mucosa) infetta e una superficie sana. Periodo di incubazione dopo circa 4 settimane.

SINTOMI

Sia nell’uomo che nella donna, compaiono sui genitali e/o intorno all’ano escrescenze a superficie irregolare, isolate o raggruppate, di colore rosa o bruno, e di dimensioni variabili. Sono dette “creste di gallo” a causa della superficie irregolare. Può comparire prurito nelle zone colpite. Possono svilupparsi attorno o dentro alla bocca nelle persone con defic immunitari (ad esempio persone con un’infezione da HIV).


GONORREA

È causata da un batterio, il Gonococco o Neisseria Gonorrhoeae che colpisce prevalentemente i maschi.

CONTAGIO

Avviene attraverso rapporti sessuali per via vaginale, orale o anale, anche in assenza di eiaculazione; basta anche il semplice contatto con la cute infettata. Raramente la trasmissione può verificarsi attraverso oggetti, indumenti, strumenti.

SINTOMI

Nella donna la gonorrea non dà disturbi oppure può causare perdite vaginali anomale, bruciore e dolore alla minzione. Nell’uomo, normalmente dopo 3-10 giorni dal rapporto infettivo, si manifestano arrossamenti dell’uretra, bruciore e dolore nell’urinare, fuoriuscita di pus dal pene, talvolta gonfiore ai testicoli.


EPATITI VIRALI

Le epatiti virali raggruppano diverse infezioni che colpiscono il fegato e pure avendo segni e sintomi diversi, differiscono per la gravità degli stessi, per la via di trasmissione e la possibilità di prevenzione (vaccino) e cura.

CONTAGIO

la principale via di contagio è il sangue infetto; quindi attraverso l’uso promiscuo di siringhe, lamette, ed altri oggetti taglienti. La trasmissione per via sessuale è rara per il tipo C e più frequente per il tipo B. L’epatite di tipo A si trasmette per rapporti rapporti oro/anali, attraverso le feci. Le persone con epatite B, C e D rimangono contagiose per la vita e a
distanza di anni possono provocare cirrosi epatica e cancro al fegato.

SINTOMI

la malattia ha un periodo di incubazione variabile da 1-4 mesi. I disturbi iniziali sono soprattutto malessere generale, senso di nausa, mancanza di appetito, cefalea. Dopo questa fase, durante la quale il virus continua a moltiplicarsi all’interno del fegato, compare l’ittero (occhi e pelle di colorito giallo), le urine sono più scure del solito, gli esami ematici cominciano ad alterarsi.


PIATTOLE

Si tratta del pidocchio del pube che viene trasmesso principalmente per contatto diretto attraverso i rapporti sessuali. Dopo l’accopiamento le femmine depongono le uova dette lèndini e dopo una due settimane si formano i parassiti adulti. Il sintomo principale è il prurito, inoltre, si possono osservare le feci del pidocchio come puntini color ruggine sulla cute o sugli indumenti intimi.


NORME DI PREVENZIONE

Il Centro Europeo per la Prevenzione e Controllo ECDS, mira a rafforzare le difese europee contro le malattie infettive. Per fare ciò ha individuato delle aree di azioni prioritarie, ed alcuni soggetti che devono essere monitorati con più attenzione. Fra questi troviamo gli MSM (maschi che fanno sesso con maschi) nei quali, dai report decennali recenti, sono gli unici ad aver un trend in continua crescita, nelle nuove diagnosi di HIV. Dal 2004 al 2013 si è visto un aumento del 33%. In particolar modo sono raddoppiate negli MSM di età compresa fra i 20 e 29 anni (da 1500 a 3000 casi anno) e nei giovanissimi fra i 15 e 19 anni con un incremento dell’87% (sotto i 100 casi anni).

Pratica sempre sesso sicuro attraverso l’uso del profilattico, dental dam e guanti in lattice.

Il preservativo protegge dall’HIV e dalla maggior parte delle infezioni sessualmente trasmissibili IST:

  • deve essere in lattice, fornito di serbatoio
  • deve essere della giusta misura, per un maggior confort e per evitare che si sfili, se troppo grande
  • deve essere della giusta robustezza, più resistente per il sesso anale o nei rapporti vigorosi
  • controlla la data di scadenza
  • conservarlo in maniera adeguata
  • usa il giusto lubrificante, in quanto diminuisce sia il rischio di rottura del preservativo, sia la possibilità di lacerazioni delle mucose
  • usalo una sola volta, è monouso
  • assicurati che lo sperma rimanga al suo interno e gettarlo nell’immondizia, al termine del rapporto.

Il preservativo va messo premendo sul serbatoio che c’è in punta, quindi srotolandolo sul pene. Utilizzare correttamente pure dental dam, preservativi femminili e guanti in lattice.

Proteggiti con l’uso di guanti o pellicole e lubrificanti specifici in pratiche più estreme come ad esempio il fist-fucking o scambio dei sex toys. In questi ultimi puoi sostituire i preservativi sul dildo o disinfettare gli altri oggetti, prima dell’eventuale scambio. Preferire accessori in plastica/silicone rispetto al cuoio che non è disinfettabile.

Anche nel rimming (rischio di contrarre epatite A) o nel sesso orale, bisogna proteggersi. Nel caso di eiaculazione accidentale in bocca, sputare lo sperma e sciacquarsi con acqua, evitando lo spazzolino.

Esegui il test Hiv ogni sei mesi se sei sessualmente attivo, soprattutto con un alto numero di partners, è gratuito, viene garantito l’anonimato e non serve impegnativa del curante. Questo permette una diagnosi precoce e il rapido avvio alle cure, preservando il tuo sistema immunitario per decenni. Inoltre abbattendo la carica virale, diminuisce drasticamente la possibilità di trasmissione ad altri. Se ti scopri positivo al test o ad altre IST, segui scrupolosamente il percorso di cure e di controlli periodici offerti dai centri specializzati.

Considera la possibilità di effettuare i vaccini consigliati nei centri IST, per esempio quelli per le epatici A e B o per l’HPV.

Ricorda che l’uso di droghe e alcool, portano a disinibizione e minor percezione del rischio, oltre a diminuire le difese immunitarie naturali. Solitamente il consumo di queste droghe, avviene in luoghi o situazioni particolarmente a rischio, ad esempio naked/sex parties, dark room, aree di cruising o saune.

Ricorda che il rapporto anale (soprattutto se ricettivo) non protetto, è considerato ad altissimo rischio, in quanto quella mucosa è la più permeabile e vulnerabile.

Ricorda che spesso la presenza di altre iST, favorisce la trasmissione del virus Hiv, attraverso ulcere o secrezioni che lo veicolano.

Ricorda che c’è un alto numero di persone con infezione da Hiv inconsapevole e comunque nei rapporti occasionali comportati come se tutti lo fossero. Considera inoltre più a rischio i sex workers, i tossicodipendenti e i giovanissimi con debutto sessuale precoce.

Ricorda che se sei in una relazione stabile e decidete di non usare precauzioni, eseguite un test subito ed uno dopo tre mesi (periodo finestra) senza più avere rapporti a rischio. Questo però include un rapporto di fiducia e comunicazione, ove anche eventuali “incidenti” devono venire alla luce.

Ricorda di non stigmatizzare, la paura dell’esclusione sociale e scarsa autostima, non favorisce l’accesso al test e al prendersi cura di sé.

Considera un’altra scelta aggiuntiva di prevenzione, rappresentata dalla PreP. Consiste nella profilassi pre esposizione, attraverso la
somministrazione di antiretrovirali, se sei un soggetto ad alto rischio

che non usa le precauzioni. Sappi, pero’, che è in fase di discussione, in quanto nonostante abbia dimostrato una riduzione del rischio, ha però, portato resistenza ai farmaci e acquisizione di altre IST.